Scuola di bachata Rimini, Pesaro  LA BACHATA

La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale. Con l'accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro, la bachata era anche usata per le dichiarazioni 'pubbliche' d'amore, una specie di serenata caraibica cara ai giovani contadini di allora.

Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l'uno contro l'altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d'anca. Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perché proprio quello voleva il ballo. Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione

Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento (28_35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano. Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei. L'influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dalla assenza o dalla scarsa presenza all'interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine. Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica: perché dovunque le storie di vita e d'amore sono anche storie di lacrime amare.

La bachata, anche negli arrangiamenti e negli adattamenti moderni, più vicini alla nostra sensibilità, ha mantenuto quasi sempre il contenuto amoroso, lungo la duplice direttrice di sesso e sentimento. La sua diffusione in Europa, a partire dalla metà degli anni '80, è dovuta anche ai numerosi gruppi di dominicani che si sono trasferiti nel nostro continente per motivi di lavoro.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche di questo ballo, si distinguono almeno due impostazioni:

  1. La prima, sostenuta da istruttori e teorici dominicani, vuole una bachata fedele allo spirito delle origini: una danza senza troppe figure e complicazioni, senza appesantimenti coreografici. Il ballo deve essere un cullarsi amorevolmente, al suono di una musica che ispira sogni proibiti ma legittimi. La danza va eseguita partendo dal secondo battito musicale. La figura di base consiste in una camminata avanti e indietro, a piccoli passi.

  2. La seconda, tipicamente europea, propone una danza composita e ricca di figure. Per stare sul mercato, la bachata deve concedersi allo spettacolo e alle esigenze di una coreografia minima, che la renda fruibile dal punto di vista dello spettatore. A tal fine si mutuano dai più veloci ritmi di mambo e merengue figure e passi compatibili.

Tratto da www.superballo.it